Storia della pizza: dagli Etruschi alle pizze contemporanee

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Eravate a conoscenza che la pizza è stata nominata patrimonio UNESCO? Nel 2017 la pizza napoletana è stata riconosciuta come capolavoro culinario, tanto da essere inserita nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità.
Basta ripercorrere la storia della pizza per accorgerci di come questo piatto, tramandato di generazione in generazione, abbia assunto nel nostro Paese diversi valori culturali.

Gli antenati della pizza

Alcuni archeologi italiani e francesi hanno trovato in Sardegna un tipo di pane infornato risalente a circa 3.000 anni fa. Secondo il parere di alcuni esperti, le popolazioni dell’isola conoscevano e utilizzavano il lievito.
Tuttavia, i primi ad introdurre questo nutrimento nella propria cultura gastronomica furono gli etruschi, mentre i greci apportarono un’importante modifica nella preparazione della “focaccia”; detta Planktunos, la “pizza” degli antichi greci veniva, infatti, farcita prima della cottura.

Le prime pizze

La prima vera unione tra la pasta ed il pomodoro avvenne a metà del Settecento nel Regno di Napoli. La pizza a Napoli fu popolarissima sia presso i napoletani più poveri che presso i nobili, compresi i sovrani borbonici.

Il successo della tipica pizza di Napoli fu agganciato anche alle vicende nazionali della Casa Savoia, come vi avevamo raccontato nel nostro articolo: il pizzaiolo Raffaele Esposito avrebbe dedicato la “pizza Margherita” proprio alla Regina Margherita di Savoia nel 1889. La Margherita, inoltre, rappresentava i colori del nostro Paese: il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro e il verde del basilico.

La pizza in tutto il mondo

Fino ai primi anni del “900 la pizza e le pizzerie rimangono un fenomeno prettamente napoletano. Col tempo, i migranti italiani, soprattutto negli USA, fanno conoscere la pizza nelle strade delle grandi metropoli, come New York e Chicago, e col tempo nascono anche oltreoceano dei locali dedicati solo alla pizza, le pizzerie.
Il primo viene aperto nel 1905 dal napoletano Gennaro Lombardi nella Little Italy di Manhattan.
Dopo i napoletani, gli americani furono dunque i secondi a mangiarla in locali ad hoc, tanto che, durante la Seconda guerra mondiale, i soldati statunitensi si stupiscono di non trovare pizzerie in Italia, dove credono che siano dappertutto. Solo con lo sviluppo del turismo americano nel secondo dopoguerra, la pizza, che a Napoli ha già circa tre secoli di vita, inizia a diffondersi anche nel resto d’Italia.

Gli italiani emigrati hanno fatto conoscere, apprezzare e modificare la pizza anche nel resto del mondo.

I giorni nostri

Oggi il giro di affari legato alla pizza (pizzerie, consegne a domicilio, surgelati, catene di fast food) è molto rilevante nel mondo, al punto che alcuni abili imprenditori hanno costruito intorno alla pizza grandi fortune.
Con il passare degli anni alcune pizzerie si sono evolute, promuovendo pizze sempre più uniche e particolari.
Un esempio? Le nostre pizze contemporanee, perché non le andate a vedere cliccando qui?

Vi abbiamo stupito anche questa volta?
Fatecelo sapere scrivendoci a info@ciucciue.it

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